SUPER HOST

Il mondo dell’hospitality e quello degli affitti privati si uniscono per dar vita a una vera e propria rivoluzione. Per parteciparvi non è necessario possedere immobili di proprietà, avere una partita IVA o disporre di grandi capitali, così come non bisogna rinunciare al bene più prezioso che si possiede: il tempo da dedicare a sé stessi e ai propri cari. Super Host - libro Angelo Spinalbelli - Libri d'ImpresaNel suo libro, Super Host, l’esperto di accoglienza Angelo Spinalbelli illustra passo passo come avviare un’attività di successo nel mercato degli affitti brevi e raggiungere la libertà finanziaria partendo da zero, anche senza alcuna esperienza nel turismo. Un vero e proprio manuale di istruzioni che spiega come costruire le fondamenta del proprio business, come trovare l’immobile ideale, come condurre la trattativa con il proprietario, come allestire l’immobile, ma anche come organizzare l’attività, come accogliere il cliente, come l’immobile online e offline, come assicurarlo e manutenerlo e, soprattutto, come automatizzare le procedure in modo da rendere la propria presenza il più possibile superflua, e liberare così il proprio tempo.

Nato e cresciuto all’interno di una famiglia di imprenditori edili che per generazioni ha consolidato una forte esperienza nel settore dell’ospitalità, Angelo Spinalbelli vive e respira da sempre l’arte delle costruzioni e dell’accoglienza.

Dopo una lunga esperienza nel settore alberghiero nella riviera romagnola (dal 1997 al 2005 è stato al timone del Grand Hotel di Cervia, che grazie a lui è diventato un 5 stelle di lusso frequentato dal jet-set), ha dato vita al primo boutique hotel di lusso di Verona e fondato il format “The Gentleman of Verona”.
Oggi, nel ruolo di Hospitality Coach, Angelo Spinalbelli insegna come realizzare un’attività di successo nel settore dell’ospitalità senza possedere immobili e sfruttando le nuove tecnologie per automatizzare i processi e liberare il proprio tempo.

LIBRI D’IMPRESA (LI): Cosa distingue il Super Host dal comune host?

ANGELO SPINALBELLI (AS): Il Super Host è colui che accetta di partecipare a quella che io ho soprannominato Hospitality Revolution.
Ho sempre ammirato le persone che trovano il coraggio di rovesciare la propria vita. Coloro che trovano inutile crogiolarsi nel dolore quando le cose vanno male, ma ne approfittano per reagire. Alcuni di noi devono trovare una buona scusa per cambiare (un fallimento, un licenziamento, una perdita), altri invece ne sentono proprio il bisogno: rimanere nella propria zona di comfort per loro non è mai un’opzione accettabile.
Di qualunque categoria faccia parte il lettore, ciò che conta è che prenda la decisione di rivoluzionare la propria vita avviando un’attività di successo nel mercato degli affitti brevi.

(LI): Non serve esperienza per poter lavorare nel settore degli affitti brevi, quindi?

(AB): Assolutamente no: questa è un’avventura che si può intraprendere anche senza esperienza nel turismo. Non è nemmeno necessario possedere immobili di proprietà, aver aperto una partita IVA o disporre di grandi capitali. Anche partendo da zero, si può arrivare alla soglia di libertà finanziaria già con due o tre proprietà, fino a creare un’attività a sei zeri.
Naturalmente ci si può fermare anche a una sola proprietà, ma per esperienza posso dire che raramente accade: una volta presa in affitto la prima proprietà, molti host scoprono che, più che un lavoro, investire negli affitti brevi è un vero e proprio divertimento. A quel punto non è facile fermarli.

(LI): Come è possibile riuscire a star dietro a più immobili senza impazzire?

(AB): Grazie alle nuove tecnologie, oggi chiunque è in grado di garantire un alto livello qualitativo di ospitalità e una pronta assistenza al cliente pur senza essere sempre presente e perennemente a disposizione del cliente. 
È il lavoro perfetto per chi, oltre al profitto, sogna anche la libertà, perché quella che crea è una vera e propria rendita automatica. 

(LI): E tutto questo grazie alla tecnologia?

(AB): Già. Siamo nell’era digitale, ormai: possiamo automatizzare quasi ogni aspetto dell’intero processo, a partire dalla ricerca e dalla conquista del cliente. Possiamo fargli pregustare l’esperienza che lo aspetta raggiungendolo attraverso i social, così come possiamo far sì che la richiesta, la proposta, la prenotazione, il pagamento e addirittura il check-in vengano gestiti in automatico, senza che qualcuno se ne debba occupare personalmente.
Un Super Host è libero di usare il suo tempo come meglio crede: decide lui quando e come lavorare, e senza mai intaccare il risultato economico.

(LI): Sembra tutto troppo facile…

(AB): Una volta impostato correttamente il processo sì, lo è. Il grosso del lavoro va fatto a monte. Un Super Host non improvvisa mai: ha una strategia, e la segue pedissequamente. Chi non affronta questo mestiere con un metodo rischia fortemente di investire in un immobile senza la certezza di affittarlo. Chi non si struttura e non pianifica la propria politica commerciale almeno a 12 mesi, rischia di passare le sue giornate a inseguire un break even point che sembra non arrivare mai, perché non riesce a coprire i costi mensili (in primis il mutuo sull’immobile o il canone d’affitto).
Questo è un settore in cui il successo è assicurato e il rischio è quasi nullo, ma solo se si opera con strategia. 

(LI): Investire nel turismo oggi non è una scelta azzardata, dunque?

(AB): Assolutamente no. Questa è una credenza limitante che va combattuta, così come tante altre.

(LI): Per esempio?

(AB): Per esempio che senza un immobile non è possibile intraprendere questa attività. Non è vero: si può aprire un’attività nel settore degli affitti brevi anche senza avere un immobile di proprietà. È possibile, per esempio, affittare l’immobile da terzi.

(LI): Parli di subaffitto? Non era illegale in Italia?

(AB): Anche questo è un falso mito: il subaffitto non solo è permesso, ma è normato da uno specifico articolo dalla legge italiana.

(LI): Quali altre credenze limitanti abbatti con il tuo libro?

(AB): Sicuramente quella che per gestire un’attività nel settore degli affitti brevi ci voglia tempo. Come ho detto, nell’epoca digitale il tempo possiamo moltiplicarlo a nostro piacimento, avvalendoci di software che ci permettono di programmare e automatizzare qualunque cosa.
Se per esempio entra una nuova prenotazione, un software può automaticamente chiudere la disponibilità sui vari portali su cui è presente l’immobile (e, allo stesso modo, se arriva una disdetta può far sì che l’immobile torni automaticamente disponibile). È possibile anche pianificare il calendario prezzi e disponibilità in base agli eventi che ci sono in zona e impostando dei minimum stay. Si può addirittura automatizzare la comunicazione con il cliente o l’assistenza in struttura: un tablet può prendere il posto di quello che una volta era il vecchio libro delle informazioni, fornendo al cliente tutte le istruzioni che gli servono per utilizzare le varie attrezzature all’interno dell’appartamento o gestire eventuali imprevisti, come il classico blocco della caldaia. 

(LI): Ti definisci un Hospitality Coach. In cosa consiste esattamente il tuo lavoro?

(AB): Aiuto aspiranti imprenditori nella creazione di attività di successo nel settore degli affitti brevi. Il mio è un lavoro meraviglioso, che mi permette di aiutare le persone a creare un’attività redditizia sfruttando gli immobili degli altri e gli strumenti che ci mettono a disposizione le nuove tecnologie. Soprattutto, però, essere un Hospitality Coach mi permette di aiutare le persone a riappropriarsi del loro tempo, dei loro legami, delle loro passioni, della loro serenità.
Oggi con il mio lavoro posso rendere le persone felici. Cosa potrei chiedere di più dalla vita?

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