
“Da SEO a GEO”il libro di Rinaldo Zambello: Come l’intelligenza artificiale generativa sta rivoluzionando il modo di cercare online. Le nuove regole per creare contenuti che si facciano trovare
“Da SEO a GEO“, il libro sull’Intelligenza Artificiale Generativa di Rinaldo Zambello, curato dalla casa editrice ‘Libri d’Impresa’.
Il primo libro italiano che ti spiega, in modo semplice e concreto, come rendere visibile la tua azienda nei nuovi motori di ricerca basati sull’intelligenza artificiale.
La GEO, acronimo di Generative Engine Optimization, è la risposta concreta a una trasformazione già in atto con l’ingresso dei motori generativi nel modo in cui cerchiamo informazioni online e otteniamo risposte non più nella forma di link.
Se nella SEO tradizionale l’obiettivo era “posizionarsi” sui motori di ricerca per comparire nei risultati (le famose SERP), nella GEO l’obiettivo è entrare nelle risposte generate dagli LLMs (Large Language Models), come ChatGPT, Gemini e Perplexity AI. Non si scrive più solo per l’algoritmo di Google, ma per essere visti dall’intelligenza artificiale che ragiona in modo probabilistico, predittivo e semantico.
È utile, dunque, per chi si muove online, comprendere questo passaggio e adattarsi, perché se la SEO si fonda ancora su parole chiave, backlink, ottimizzazione tecnica e struttura, la GEO richiede contenuti coerenti, ricchi di significato, contestualizzati e soprattutto comprensibili per i modelli linguistici.
Da SEO a GEO di Rinaldo Zambello ci porta dentro questo nuovo modello di ricerca online e risposta da parte dei motori AI generativi per illustrarci in modo semplice e diretto come fare la nuova SEO, in ottica GEO, secondo questo nuovo acronimo che segna un passaggio storico nella ricerca online.
Cosa scoprirai nel libro “Da SEO a GEO”:
- Perché la SEO tradizionale non basta più
- Come funziona la GEO (Generative Engine Optimization)
- Come scrivere contenuti che piacciono ai nuovi motori AI
- Come rendere la tua azienda più visibile anche senza competenze tecniche
- Come funziona Verbalist, il primo software italiano pensato per questo cambiamento.
Il libro “Da SEO a GEO” è disponibile su Amazon.
L’autore, Rinaldo Zambello
Rinaldo Zambello è il fondatore e CEO di NUR, azienda che dal 1999 guida l’innovazione digitale stringendo collaborazioni strategiche, soprattutto negli Stati Uniti e nella Silicon Valley.
L’interesse per l’Intelligenza Artificiale nasce nel 2019, grazie all’incontro con un data scientist laureato ad Harvard, con cui sviluppa algoritmi di Machine Learning per il Marketing Automation.

Da questi progetti nasce Verbalist, il software progettato per rendere la GEO – Generative Engine Optimization – accessibile anche alle PMI italiane.
Zambello è anche presidente della sezione Servizi di Confindustria Mantova e membro del Gruppo Tecnico sull’Intelligenza Artificiale di Confindustria nazionale, dove lavora per diffondere la cultura dell’AI tra le imprese italiane. Il suo ruolo non è solo operativo, ma strategico e culturale, e si riflette nella mission di NUR: aiutare le
aziende a comprendere e a sfruttare il cambiamento.
Intervista all’autore, Rinaldo Zambello
LIBRI D’IMPRESA (LI): “Rinaldo, nel tuo libro parli della nascita di un nuovo paradigma, dalla SEO alla GEO. Con quale approccio affronti questa trasformazione che definisci epocale?“
RINALDO ZAMBELLO (RZ): “La GEO, acronimo che sta per Generative Engine Optimization, è molto più di un’evoluzione tecnica, è la risposta concreta a una trasformazione a dir poco radicale. Oggi non si scrive e non si ottimizza più per i motori di ricerca tradizionali, ma si deve entrare nelle risposte generate da LLMs come ChatGPT o Gemini, tanto per fare degli esempi. Di fatto, quindi, non scriviamo più per gli algoritmi di ranking, ma per le intelligenze artificiali che ragionano in modo probabilistico e semantico. La differenza è enorme perché se la SEO si basava su parole chiave e backlink, la GEO vuole contenuti comprensibili per i modelli linguistici, ricchi di entità riconoscibili e connessioni semantiche.”
(LI): Cosa significa questo per chi lavora online? Penso a tutti quelli che hanno un business online o che gestiscono attività digitale per conto di professionisti e aziende?
(RZ): “La ricerca conversazionale risponde a un bisogno umano fondamentale, ossia ottenere informazioni nel modo più naturale possibile. Quando chiediamo qualcosa a un motore generativo, non stiamo cercando dieci link da esplorare, ma una risposta, esattamente come faremmo con un esperto umano. Per fare un esempio concreto, come dico anche nel libro, non si cerca “scarpe da running leggere Milano”, sperando di trovare un link utile. Si chiede al motore AI di dirci: “Quali sono le migliori scarpe da corsa leggere disponibili a Milano?”, e ci si aspetta una risposta completa, sintetica e utile. Questo ha un enorme impatto sul modo di produrre i contenuti digitali oggi. Ed è ciò che spiego nel mio libro.”
(LI): Il fulcro di tutto, quindi, lato ricerca online è capire l’impatto di questo passaggio epocale dalle parole chiave alle entità e ai concetti?
(RZ): “Esattamente. Perché i motori generativi non cercano corrispondenze di parole, ma comprendono e mappano entità all’interno di un vasto network di conoscenza (il loro archivio dati e poi con la RAG, informazioni in tempo reale). Se prima bastava ripetere ‘caffè espresso’ nel testo, oggi il contenuto deve dimostrare di padroneggiare l’intero ecosistema: caffettiera, arabica, robusta, barista, pressione dell’acqua, ecc. È questa comprensione concettuale e semantica a fare tutta la differenza. Un contenuto GEO-ready deve fornire risposte complete, anticipare le domande correlate e dimostrare autorevolezza attraverso dati e esempi concreti. Solo così può essere selezionato come fonte affidabile dalle AI. Che è ciò che vogliamo se siamo online con l’obiettivo di essere cercati e trovati.”
(LI): Nel libro descrivi il tuo percorso internazionale, dalle collaborazioni con Harvard alla Silicon Valley. Come ha influenzato lo sviluppo della tua visione?
(RZ): “L’apertura internazionale è stata un punto di svolta. Nel 2019 ho incontrato un data scientist laureato ad Harvard e da lì è nato un percorso di sperimentazione con algoritmi di machine learning. Questa esposizione costante all’innovazione americana mi ha permesso di cogliere in anticipo segnali che in Italia si sono manifestati solo dopo. È proprio da queste esperienze che nasce Verbalist, il primo software che rende la GEO accessibile anche alle PMI italiane.”
(LI): Parlaci dell’approccio ‘human first’ che caratterizza il vostro metodo. Perché questa scelta in un’era dominata dall’automazione?
(RZ): “Di fronte alla possibilità di delegare tutto all’AI, abbiamo fatto una scelta netta: non delegare, ma potenziare. I contenuti migliori nascono dalla collaborazione tra intelligenza naturale e artificiale. L’AI può analizzare, suggerire, ottimizzare, ma solo l’intelligenza umana sa cosa vale davvero la pena raccontare. La voce di un’azienda, i suoi valori, la sua identità non possono essere standardizzate. Verbalist non sostituisce il copywriter, ma lo supporta con strumenti diagnostici intelligenti. È un equilibrio tra pensiero strategico, sensibilità umana e ottimizzazione algoritmica che solo un team formato può raggiungere.”
(LI): Un’ultima domanda. Come vedi il futuro della ricerca online e quale consiglio daresti alle aziende che vogliono prepararsi?
(RZ): “Le nuove generazioni crescono con l’idea che chiedere a un assistente virtuale sia più comodo che navigare tra pagine web. Per le aziende questo significa una cosa sola: adattarsi o sparire. Il mio consiglio è iniziare oggi perché chi parte ora sarà già un passo avanti domani. Ogni contenuto deve nascere prima di tutto per essere compreso e valorizzato dalle intelligenze artificiali.”






