
“Questo libro e la storia di Martina sono la dimostrazione che
quelli che a volte chiamiamo “miracoli” sono in realtà delle possibilità
che ci precludiamo soltanto perché non ci crediamo fino in fondo.
I miracoli, purtroppo, non cadono dal cielo: bisogna andare a cercarseli.
Possiamo farlo da soli o possiamo identificare le persone più competenti nel campo
e affidarci a loro: ciò che conta è sfruttare tutti gli strumenti a nostra disposizione
e fare del nostro meglio per trovare la soluzione al nostro problema.
Soluzione che, a volte, si rivela essere quella più inimmaginabile,
l’ultima a cui avremmo mai potuto pensare.
Se le cose dovessero andar male
– perché, purtroppo, c’è anche questa possibilità –,
sapremmo di averci provato, di aver dato tutto ciò che potevamo,
di aver combattuto come guerrieri e, come guerrieri, aver perso la battaglia.
Alla fine, ogni cosa, anche il dolore o la paura più grande,
passa solo quando lo vogliamo noi: se decidiamo che è arrivato il momento,
allora andiamo oltre, andiamo avanti.
In caso contrario rimaniamo abbracciati al dolore ancora un po’.
Dipende tutto da noi.
Il mio augurio è che questa storia possa essere d’ispirazione
a chi deve affrontare le sfide della vita.”
Mima Muratovic
Le autrici

Mima Muratovic è co-titolare, insieme a suo marito Gianluca Osti, dell’Hotel Nordik, un prezioso tassello incastonato nell’affascinante mosaico delle Dolomiti di Brenta che custodisce un’anima fatta di passione, tradizione e cura dei dettagli.
L’hotel sorge nel cuore di Andalo, a pochi passi dagli impianti di risalita
della Ski Area Paganella. Arredato nello stile tipico trentino e completo di ogni moderno comfort, tra cui un centro benessere interno con piscina, l’Hotel Nordik è studiato per far sentire i suoi ospiti in armonia con sé stessi e con la natura che li circonda.

Martina Osti, figlia di Mima e Gianluca, è l’anima del bar dell’hotel.
Esperta di cocktail e di accoglienza, scia dall’età di tre anni.
A cinque ha provato lo snowboard e da allora non l’ha più lasciato.
Nel 2019 è stata notata dagli osservatori della Federazione Italiana Sport Sordi e dal direttore tecnico Olivo Ortensio, che ha voluto inserirla direttamente nel team nazionale, portandola alle gare di Coppa del Mondo e all e Olimpiadi.






