
Intervista a Max Pinzuti
LIBRI D’IMPRESA (LI): Perché questo libro proprio ora?
MAX PINZUTI (MP): Perché una volta la vita era più facile, anche se non ce ne rendevamo conto. Con uno stipendio da operaio ci si comprava una grande casa con una stanza per figlio, una macchina di tutto rispetto e si mandavano moglie e bambini in villeggiatura per tutta l’estate. Oggi, se una giovane famiglia in cui entrambi i genitori lavorano otto (o più) ore al giorno vuole acquistare un’utilitaria, deve chiedere un prestito.
(LI): Siamo in un periodo in cui effettivamente molti italiani pagano a rate qualsiasi cosa, dalla casa all’auto, dal televisore alla spesa…
(MP): D’altra parte il mondo attuale ci sottopone a prove davvero difficili, a volte insormontabili. Le buste paga e le pensioni sono sempre più basse e i soldi sembrano non bastare mai. Per la maggior parte delle famiglie italiane, mettere da parte qualche risparmio è possibile giusto rinunciando alle vacanze, facendo la spesa al discount e mettendo il riscaldamento al minimo.
(LI): Insomma, si tira avanti.
(MP): Esatto. Se però ci si imbatte in un imprevisto, ecco che il castello di carte che abbiamo costruito pezzo per pezzo collassa su sé stesso in pochi istanti. Un problema di salute, una grossa spesa condominiale extra, la caldaia da cambiare, l’auto in panne, una multa particolarmente salata: se si è abituati a vivere una vita “al pelo”, basta poco per ritrovarsi a dover rimandare o dilazionare le rate di un prestito o del mutuo, rischiando di venir etichettati come cattivi pagatori per buona parte del resto della propria vita. Conosco bene la situazione, sono in questo campo ormai da molti anni e credimi, se ti dico che ne ho viste davvero di tutti i colori.
(LI): La cessione del quinto è la soluzione?
(MP): Spesso sì, ma non sempre. Oggi esistono diversi modi per accedere al credito o acquistare un bene o un servizio ripagando il proprio debito in comode rate. Non esiste una forma di prestito migliore delle altre: dipende dal caso specifico. Quella della formula di finanziamento a cui affidarsi dev’essere una scelta ragionata, presa tenendo in considerazione tutte le alternative esistenti, le proprie specifiche necessità, la propria affidabilità creditizia e la propria situazione finanziaria.

(LI): Hai dedicato un intero capitolo del tuo libro al confronto tra le forme più comuni di finanziamento: prestito personale, mutuo, prestito finalizzato, prestito auto, cessione del quinto. Quali sono i principali vantaggi di quest’ultima formula rispetto alle alternative?
(MP): Sicuramente i tempi rapidi di delibera (bastano un paio di giorni quando la documentazione è completa), la possibilità di sapere subito se ci sia o meno fattibilità, la possibilità di richiedere la cessione anche se si è stati segnalati in banca dati, la rata bassa, la possibilità di sfruttare la cessione per consolidare altri prestiti in corso o per ripulire la propria credibilità creditizia.
(LI): Quali sono le categorie finanziabili?
(MP): Molte più di quante si creda: dipendenti pubblici e statali, dipendenti di ditte private a prescindere dal numero di dipendenti, pensionati neoassunti, medici, dipendenti somministrati, dipendenti cittadini stranieri…
(LI): Nel tuo libro, “La cessione del quinto fa per te?”, spieghi anche nel dettaglio come si svolge la procedura.
(MP): Esatto. Ho voluto fornire al lettore tutte le informazioni che gli servono per costruirsi un quadro completo. Ho elencato i documenti necessari per la richiesta, i costi, le garanzie che è necessario fornire, le tempistiche, ecc. Ho spiegato, poi, cosa fare in caso di rifiuto, licenziamento o pignoramento dello stipendio (o della pensione) e, in generale, cosa potrebbe andare storto e come risolvere il problema.
(LI): Si tratta di un libro per gli “addetti ai lavori”?
(MP): Assolutamente no: è un manuale destinato a chi deve richiedere un prestito, non certo a mediatori creditizi e colleghi. “La cessione del quinto fa per te?” ha uno scopo divulgativo. Per questo ho utilizzato una terminologia volutamente non tecnica. Il mio obiettivo è chiarire le idee al lettore, non certo confonderlo ancora di più. Non parlo nemmeno di tassi d’interesse, perché quello che stiamo vivendo in questo momento è un periodo storico decisamente “turbolento” e di conseguenza poco rappresentativo.





