Il medico dei soldi
intervista all’autore Marco Di Biaso

Conosciuto come il medico dei soldi, Marco Di Biaso è l’esperto in consulenza finanziaria per i professionisti del mondo sanitario più famoso in Italia.

Il suo percorso accademico e formativo, concentrato sui mercati finanziari, è iniziato con la laurea in Economia all’Università Bocconi di Milano, è proseguito con un corso specialistico alla Harvard Business School ed è terminato con i seminari presso le borse valori di Tokyo e Bombay.

Oggi Marco Di Biaso opera come Private Asset Advisor nella divisione Wealth Management di Azimut, la più grande azienda italiana di consulenza finanziaria indipendente (non appartiene a gruppi bancari, assicurativi o industriali), tra i leader nel risparmio gestito e attiva da più di 30 anni sui mercati mondiali.

In oltre 35 anni di esperienza nel settore degli investimenti, ha studiato e trovato la giusta soluzione per tutelare l’immagine e il patrimonio dei medici: la strategia Money Therapy.

Nel suo primo libro, Il medico dei Soldi, Marco Di Biaso spiega ai professionisti della sanità come gestire al meglio i propri risparmi e migliorarne il rendimento.

Intervista a Marco Di Biaso

LIBRI D’IMPRESA (LI): Partiamo dal titolo del libro e dal soprannome con cui sei noto nel settore: perché “il medico dei soldi”?

MARCO DI BIASO (MDB): Si tratta di un soprannome che mi sono guadagnato nel corso della mia vita professionale, un appellativo che mi piace così tanto che l’ho anche brevettato, perché mi associa alla categoria che intendo tutelare e si collega al nome della strategia che ho sviluppato negli anni: MoneyTherapy.
Sono il Medico dei Soldi perché il mio lavoro (e la mia missione!) è garantire la protezione finanziaria e patrimoniale dei medici, e perché lo faccio con lo stesso scrupolo e passione che caratterizza l’esercizio della professione medica.

Il Medico dei Soldi - libro Marco di Biaso - Libri d'IMpresa

(LI): Perché proprio i medici?

(MDB): Perché si tratta di una categoria professionale che ho imparato a conoscere e ammirare profondamente e perché, tra tutti gli esami che i professionisti della sanità devono affrontare nel loro percorso accademico e formativo, nessuno tratta – anche solo di sfuggita – l’argomento economico. Ogni giorno, dunque, i medici applicano il potere enorme della scienza per salvare vite umane, ma difficilmente lo declinano anche nel contesto finanziario. Ecco perché in tema di gestione del loro patrimonio necessitano di una figura che parli la loro lingua, che abbia la loro stessa forma mentis. La loro è una professione particolare che necessita di una consulenza finanziaria su misura, incentrata sulle specifiche esigenze tipiche della categoria.

(LI): Quello che adotti è un approccio prettamente scientifico. Perché questa scelta?

(MDB): Perché i numeri non mentono mai. Nessuno può conoscere il futuro, tanto meno quello del mercato. Così come nella vita non sappiamo mai con esattezza quello che ci riserverà il domani, allo stesso modo in finanza non possiamo conoscere con certezza quali titoli saliranno, quali scenderanno o se ci sarà una crisi. I presunti esperti che affermano di sapere cosa succederà stanno sostanzialmente raccontando frottole. Il messaggio che voglio far passare tramite il mio libro è che, per ottenere risultati, bisogna avere una strategia che non sia basata sulle sensazioni e sulle convinzioni – proprie o altrui – circa il futuro, ma su evidenze scientifiche. Solo attraverso un approccio scientifico è possibile governare il proprio futuro. È stato partendo da questi presupposti che ho sviluppato Money Therapy, una strategia che permette di investire senza temere le bizze del futuro, gli scossoni di mercato o le conseguenze delle catastrofi sociopolitiche. Un metodo edificato su strutture matematiche solide, perfettamente adatto a chi, come i medici, ha fatto delle certezze scientifiche una ragione di vita.

(LI): La scienza, insomma, non ammette contraddittorio…

(MDB): Già. Eppure, se ci pensiamo, quante volte i medici si scontrano con pazienti che dubitano di loro e della scienza stessa? “Dottore, si sbaglia: ho letto su internet che…”. È così triste vedere la professionalità dei medici continuamente messa in discussione da pazienti che, forti di una navigazione pluriennale sui social, pensano che la loro disinformazione sia più valida del percorso scientifico del loro dottore.
La questione mi sta molto a cuore. Viviamo in una realtà iperconnessa, nella quale chiunque è convinto di poter trovare su Internet una soluzione semplice e immediata alle proprie esigenze. Quegli stessi pazienti che faticano a esporre la propria storia clinica o a leggere un bugiardino, grazie al potere del web si reputano colti anche su tematiche che richiedono decenni di studio. Dobbiamo lottare e imporci contro questa disinformazione, riportando il ruolo del medico all’elevato status sociale che merita. Per farlo, però, bisogna rivedere le dinamiche della comunicazione medica, partendo dai social network per arrivare fino ai talk-show (spesso costretti per motivi di audience a invitare personalità senza reali competenze in materia). La scienza è scienza, non ammette contradditorio. Tanto meno quando questo giunge da chi si è formato navigando nei meandri di Google. Io continuo a credere fermamente nella scienza, l’unica strada per raggiungere la verità.

Il Medico dei Soldi - libro Marco di Biaso - Libri d'IMpresa

(LI): Uno dei temi che tratti ne “Il medico dei soldi” è quello della responsabilità medica. 

(MDB): Esatto. Si tratta di un tema molto delicato, perché tocca sia le vittime sia i professionisti medici. Così come le prime vanno tutelate, però, allo stesso modo ci si deve attivare per garantire giusta protezione ai secondi. I professionisti della sanità possono avere danni economici e di immagine non solo quando sbagliano, ma anche quando hanno ragione. Oggi le richieste di danni a carico dei medici sono all’ordine del giorno: il 10% dei medici, sul totale degli iscritti all’ordine, è inquisito o lo è stato in passato. Questo non significa certo che i medici siano diventati negligenti, che manchino di professionalità o di perizia. Il problema, piuttosto, è che sempre più spesso pazienti e familiari ricercano un indennizzo che possa in qualche modo rinfrancarli dalla vicenda sanitaria che li ha coinvolti. Questo innesca un meccanismo malato di ricerca di giustizia, di vendetta e di ripicca contro il sistema sanitario, ingiustamente additato come la causa di tutti i mali della società (soprattutto quella italiana).

(LI): Come se non bastasse, dilaga il mito secondo cui i medici sarebbero una categoria professionale strapagata…

(MDB): Quando si parla dei (presunti) elevati compensi dei professionisti della medicina, non riesco proprio a tacere. Non mi stancherò mai di ripetere che il guadagno di un medico è perfettamente in linea con gli investimenti, in termini di formazione e specializzazione, che ha dovuto sostenere negli anni: le spese dell’intero percorso universitario, gli anni di tirocini e specializzazioni, tutti quei turni massacranti scarsamente retribuiti. Lo status quo economico che raggiunge un medico è assolutamente parametrato alla competenza acquisita nel tempo, come se fosse una sorta di credito maturato negli anni di studio e gavetta.
Nella mia lunga carriera consulenziale mi sono misurato più volte con professionalità dell’ambito medico, arrivando a comprendere al meglio le dinamiche di questo settore e a creare una serie di strategie di tutela patrimoniale esclusivamente pensate per la categoria.

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